{"id":147,"date":"2019-06-29T18:04:14","date_gmt":"2019-06-29T18:04:14","guid":{"rendered":"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/?p=147"},"modified":"2019-06-29T18:08:46","modified_gmt":"2019-06-29T18:08:46","slug":"il-cambiamento-trauma-o-rinascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/il-cambiamento-trauma-o-rinascita\/","title":{"rendered":"Cambiamento: trauma o rinascita?"},"content":{"rendered":"<div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808080;\">\u201c<em>Nei momenti in cui il regno dell\u2019umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell\u2019irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un\u2019altra ottica, un\u2019altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realt\u00e0 del presente e del futuro \u2026\u201d\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/em><em>ITALO CALVINO, Lezioni Americane (1988)<\/em><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-148\" src=\"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-1.jpg\" alt=\"Cambiamento (1)\" width=\"1600\" height=\"939\" srcset=\"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-1.jpg 1600w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-1-300x176.jpg 300w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-1-768x451.jpg 768w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-1-1024x601.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Quando il cambiamento fa paura<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova: <strong>la saggezza popolare ci tramanda un\u2019idea di cambiamento come un evento ben collocabile in un determinato momento della nostra vita, un incidente di percorso che va a turbare la tranquillit\u00e0 dei progetti personali<\/strong>. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: <strong>il nuovo inquieta, suscita paura e smarrimento<\/strong>, richiede una rinuncia ad abbandonare porti sicuri per avventurarsi in acque sconosciute e piene di chiss\u00e0 quali mostri e pericoli. D\u2019altra parte, l\u2019abito vecchio, se pur liso e datato, conserva in s\u00e9 il profumo e la rassicurante sensazione epidermica delle cose familiari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>In quest\u2019ottica il cambiamento potr\u00e0 difficilmente essere pensato come un\u2019opportunit\u00e0, come un processo di scoperta e sperimentazione curiosa e creativa di noi stessi e dei contesti in cui ci muoviamo<\/strong>. Al massimo, il cambiamento e la novit\u00e0 vengono rincorsi come un miraggio di benessere, un salvifico spiraglio di fuga dalla gabbia quotidiana della noia e degli obblighi lavorativi e familiari: principio ben noto ai pubblicitari e ai professionisti del marketing.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-149\" src=\"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-2.jpg\" alt=\"Cambiamento (2)\" width=\"498\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-2.jpg 498w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Cambiamento-2-300x189.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Da vincolo a possibilit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>Cosa succederebbe se invece ci abituassimo a concepire il cambiamento non solo e non tanto come un evento isolato e potenzialmente traumatico che ci spinge a trovare nuovi equilibri, ma come un percorso evolutivo che ci accompagna di giorno in giorno e che noi stessi contribuiamo, spesso inconsapevolmente, a creare?<\/strong> Nel mondo animale, la metamorfosi del bruco \u00e8 in realt\u00e0 un processo evolutivo composto da una serie di piccole e spesso microscopiche trasformazioni, che, nel loro accadere, rendono possibile l\u2019esistenza della farfalla. Anche noi come il bruco ci trasformiamo impercettibilmente, ma non in modi casuali e lineari: non ripartiamo ogni giorno da zero, ma siamo la somma e la moltiplicazione di tutto ci\u00f2 che siamo stati sino a quel momento, anche dei nostri \u2018errori\u2019.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>In tal modo, il cambiamento viene a smettere i panni del fantasma inquietante<\/strong> che si pu\u00f2 celare tra le pieghe della vita quotidiana. <strong>Possiamo essere non soltanto attori ma anche registi<\/strong>, e scegliere da quali inquadrature osservare e costruire le nostre realt\u00e0: non possiamo avere un controllo totale sul processo creativo, e nemmeno conoscerne in anticipo l\u2019andamento. Tuttavia, <strong>l\u2019allenamento ad ampliare il numero delle inquadrature possibili ci pu\u00f2 aiutare ad evadere da prospettive rigide che, come catene, limitano la nostra libert\u00e0 di movimento<\/strong>.<\/span><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNei momenti in cui il regno dell\u2019umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. 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