{"id":140,"date":"2019-05-31T20:37:15","date_gmt":"2019-05-31T20:37:15","guid":{"rendered":"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/?p=140"},"modified":"2019-05-31T20:37:15","modified_gmt":"2019-05-31T20:37:15","slug":"quando-le-diagnosi-sostituiscono-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/quando-le-diagnosi-sostituiscono-le-persone\/","title":{"rendered":"Quando le diagnosi sostituiscono le persone"},"content":{"rendered":"<div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><h3><strong>Il pericolo delle diagnosi<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-141\" src=\"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Segnale_di_pericolo-1.png\" alt=\"Pericolo diagnosi (1)\" width=\"348\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Segnale_di_pericolo-1.png 576w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Segnale_di_pericolo-1-300x250.png 300w\" sizes=\"(max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">La diagnosi, intesa come conoscenza delle caratteristiche individuali del paziente, determina e circoscrive il problema in una caratteristica intrinseca a un soggetto, marginalizzando l\u2019importanza dei fattori ambientali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">In tal senso, <strong>la diagnosi pu\u00f2 risultare fuorviante, se non addirittura controproducente<\/strong>. L\u2019etichettamento diagnostico va cos\u00ec a limitare le possibilit\u00e0 di cambiamento e la gamma delle alternative terapeutiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>Il pericolo della diagnosi consiste nel privilegiare la sua attendibilit\u00e0, ovvero nel far s\u00ec che una stessa etichetta diagnostica significhi la stessa cosa per tutti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Il risultato di una scala di valutazione, e quindi di una successiva diagnosi, ci permette di collocare quell\u2019individuo all\u2019interno o all\u2019esterno di categorie che l\u2019ambiente e la cultura considera pi\u00f9 o meno normale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Se oggi il numero di categorie diagnostiche tende a moltiplicarsi, questo significa probabilmente che <strong>la nostra cultura tende sempre pi\u00f9 a classificare i comportamenti e gli atteggiamenti degli individui in termini di normalit\u00e0\/malattia piuttosto che utilizzare categorie sociologiche, morali o ideologiche<\/strong>.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Vedere solo la diagnosi e non la persona<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-142\" src=\"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/logos-conceptuels-logos-de-troubles-mentaux-84971589.jpg\" alt=\"Diagnosi 1\" width=\"398\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/logos-conceptuels-logos-de-troubles-mentaux-84971589.jpg 1295w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/logos-conceptuels-logos-de-troubles-mentaux-84971589-300x215.jpg 300w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/logos-conceptuels-logos-de-troubles-mentaux-84971589-768x550.jpg 768w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/logos-conceptuels-logos-de-troubles-mentaux-84971589-1024x733.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Il lavoro terapeutico deve seguire la strada in certa misura opposta a quella dell\u2019etichettamento diagnostico: mostrare la coerenza del comportamento sintomatico della persona con le caratteristiche proprie del sistema di cui fa parte, non unicamente dell\u2019individuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>In una prospettiva terapeutica, il primo obiettivo consiste nel passare dai sintomi della persona ai pattern disfunzionali del sistema<\/strong>; il secondo, nel tentare di agire su questi pattern, per modificare i sintomi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">La dott.ssa Stefania Spada scrive: <em>\u201cNoi psicologi ci accontentiamo di contare sul pallottoliere le liste delle diagnosi, poi scattiamo un sacco di foto e le confondiamo con le persone, confondiamo quella meravigliosa dinamicit\u00e0 e differenza che ci rende unici, irripetibili e che ci permette di respirare vita\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>Si danno e si accettano etichette sperando di attribuire significato a qualcosa di cui si capisce poco, ma che incute tanta paura: la malattia mentale<\/strong>. Sfortunatamente le etichette sono il pi\u00f9 delle volte fornite dagli specialisti e adottate in seguito dalle famiglie, che poi trovano conferme ad hoc sempre pi\u00f9 numerose. <strong>Una volta che un\u2019etichetta \u00e8 stata accettata, tutti i comportamenti successivi le si collegano e ogni azione diviene prova di malattia<\/strong>: dorme troppo, dorme poco, magia troppo, mangia poco, parla troppo, parla poco e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Molti terapeuti fatta la diagnosi e iniziata la terapia tendono a ricercare le cause prime, le \u201cvere cause\u201d della malattia, impegnandosi in una caccia che rischia di essere vana e dannosa, <strong>congelando l\u2019attenzione sulla \u201cmalattia\u201d a scapito della \u201cnormalit\u00e0\u201d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Comunicare con il paziente, anche sulla sua diagnosi, richiede molta sensibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di trasmettere attraverso i canali non verbali speranza e fiducia per il futuro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Diversamente, corriamo il rischio di evocare uno scenario dominato dal concetto di patologia e di malattia, basato su ci\u00f2 che \u00e8 negativo, deresponsabilizzando e togliendo competenza alla persona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>La patologia viene messa in primo piano, oscurando le potenziali risorse dell\u2019individuo<\/strong> che, a sua volta, sar\u00e0 portato a vedere e reificare ci\u00f2 che non funziona in s\u00e9. Il tutto pu\u00f2 diventare una profezia che si autorealizza.<\/span><\/p>\n<h3><strong>Uno sguardo empatico alle risorse della persona<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-143\" src=\"http:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Alleanza-terapeutica-sincronia-fra-psicoterapeuta-e-paziente-680x365.jpg\" alt=\"Empatia\" width=\"646\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Alleanza-terapeutica-sincronia-fra-psicoterapeuta-e-paziente-680x365.jpg 680w, https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Alleanza-terapeutica-sincronia-fra-psicoterapeuta-e-paziente-680x365-300x161.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 646px) 100vw, 646px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Proprio per arginare questi pericoli, <strong>gli psicologi dovrebbero usare un linguaggio depatologizzante<\/strong> ed evitare parole che si riferiscono a significati di malattia, <strong>usando piuttosto espressioni e metafore che evocano la presenza di risorse, di competenze e di autonomia<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><strong>E\u2019 importante che il terapeuta apra spazi a prospettive diverse<\/strong>, senza ancorarsi a una visione particolare della storia del paziente e perch\u00e9 ci\u00f2 possa realizzarsi sono di primaria importanza lo sviluppo dell\u2019alleanza terapeutica e l\u2019empatia del terapeuta, cio\u00e8 la capacit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 di mettersi nella posizione dell\u2019altro, di comprendere i drammi e le ferite della persona, <strong>senza assumere un atteggiamento giudicante<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Quanto \u00e8 possibile fare dipende prima di tutto dalla qualit\u00e0 della relazione tra terapeuta e paziente. Anche una terapia farmacologica ineccepibile non sortisce gli effetti sperati se il paziente non l\u2019assume regolarmente perch\u00e9 non ha fiducia in chi l\u2019ha prescritta. Cos\u00ec come lo stregone che condivide con il suo paziente la credenza negli spiriti ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di influenzarlo di quanta non ne abbia uno psicoterapeuta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Se il terapeuta \u00e8 capace di empatia e si pone come persona che accetta il paziente, senza nemmeno pretendere che si dimostri un \u201cbuon paziente\u201d, questo semplice messaggio pu\u00f2 avere da solo imponenti effetti terapeutici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Alexander Lowen sosteneva che <em>&#8220;<strong>la chiave della psicoterapia \u00e8 la comprensione<\/strong>. Senza di essa nessun approccio o tecnica psicoterapeutica ha senso o \u00e8 efficace a livello profondo. Solo con la comprensione si \u00e8 in grado di offrire un aiuto reale. Tutti i pazienti hanno un bisogno disperato di qualcuno che li capisca. Da bambini non furono capiti dai genitori; non venivano considerati individui con dei sentimenti, non venivano rispettati in quanto esseri umani. Lo psicoterapeuta che non riesce a capire la pena dei suoi pazienti, a sentire la loro paura e a conoscere l&#8217;intensit\u00e0 della loro lotta per difendere il proprio equilibrio in una situazione familiare che potrebbe condurre alla pazzia, non \u00e8 in grado di aiutare efficacemente i pazienti a superare il loro disturbo&#8221;.<\/em><\/span><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pericolo delle diagnosi La diagnosi, intesa come conoscenza delle caratteristiche individuali del paziente, determina e circoscrive il problema in una caratteristica intrinseca a un soggetto, marginalizzando l\u2019importanza dei fattori&#8230; <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140"}],"collection":[{"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=140"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":146,"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140\/revisions\/146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/katiacividini.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}