Violenza domestica: l’incubo tra le mura di casa

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza domestica riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

Violenza domestica (1)

La violenza domestica può essere ampiamente definita come un pattern di comportamenti abusivi da parte di uno o entrambi i costituenti di un nucleo familiare. Ha molte manifestazioni tra cui l’aggressione fisica (colpire con calci, morsi, spintoni, schiaffi, lancio di oggetti) oppure manifestazioni di repressione o minaccia, l’abuso sessuale, il maltrattamento psicologico, l’intimidazione, lo stalking, la negligenza e la privazione economica.

La violenza domestica è un fenomeno molto diffuso, ma poco riconosciuto come tale: in occasione della violenza subita, il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la loro vita fosse in pericolo, ma solo il 18,2% di loro ha considerato la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stata qualcosa di sbagliato, per il 36% solo qualcosa che è accaduto.

Chi riguarda

Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali: gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia.

Le vittime coinvolte possono appartenere a ogni estrazione sociale, di ogni livello culturale. Sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna.

Le conseguenze

La violenza domestica può provocare danni fisici e gravi conseguenze nella vita psichica delle vittime perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress e molti altri.

Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.

Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima.

Violenza domestica (2)

La Terapia EMDR

La terapia EMDR (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari) è ormai ampiamente riconosciuta dalla letteratura psichiatrica come terapia efficace per il trattamento di traumi di diversa natura.

L’EMDR sfrutta i movimenti oculari attraverso una stimolazione bilaterale alternata per facilitare e accelerare la desensibilizzazione e l’elaborazione di eventi traumatici disturbanti.

Intervenire con l’EMDR sul coniuge o sul genitore maltrattante, sulle vittime, sui figli esposti alle violenze e al conflitto, diventa fondamentale per interrompere il ciclo dell’abuso e la trasmissione di modelli di comportamento disfunzionali attraverso le generazioni.

L’approccio EMDR offre l’occasione non solo per rielaborare i traumi del passato, ma anche per potenziare le capacità personali e le risorse individuali, per affrontare le sfide della vita quotidiana, per andare davvero “oltre il trauma”.

 

Fonte:

Associazione EMDR Italia