Stalking, non è amore

Cos’è lo stalking?

Stalking (1)

Con questa espressione si intendono le condotte in forza delle quali un soggetto pone in essere una serie di atti volti a intimidire, minacciare o perseguitare un’altra persona.

Si intendono un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima.

Tali atti sono reiterati e integrati da intrusioni nella sua vita privata, alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate, invio di lettere, mail, sms e oggetti non richiesti.

Affinchè si possa parlare di stalking, devono essere presenti tre caratteristiche principali:

  1. deve trattarsi di una serie di comportamenti (almeno dieci intrusioni) diretti ripetutamente verso uno specifico individuo, per un periodo continuativo di alcune settimane (almeno quattro);
  2. tali atteggiamenti devono essere esperiti come intrusivi e sgraditi alle vittime;
  3. i medesimi devono creare, nella vittima, una sensazione di disagio, paura e ansia.

 Effetti psicologici sulla vittima

Stalking (2)

Subire stalking è fonte di un elevato livello di stress: la continuità e frequenza degli atti persecutori genera uno stato di ansia e paura costante, capace di determinare una condizione di ipervigilanza, a sua volta responsabile di crolli di autostima, perdita di fiducia nelle relazioni e compromissione della vita sociale.

Il sentimento più attestato nelle vittime di stalking è quello di non riuscire più a controllare la propria vita.

Un altro aspetto che accompagna le condotte persecutorie è il coinvolgimento di altre persone: familiari, amici, nuovi partner che vengono sottoposti a un clima di tensione, il quale contribuisce ad aumentare il senso di colpa della vittima.

Le conseguenze psicologiche più frequenti dello stalking comprendono, quindi, il disturbo post-traumatico da stress, l’ansia, i disturbi del sonno, la riduzione dei rapporti sociali, l’ipervigilanza, la depressione, una sensazione di impotenza, rabbia, vergogna, disperazione, disturbi dell’appetito, abuso di alcool e sostanze.

La normativa in Italia

Stalking (3)

Il reato di stalking è disciplinato dal Codice Penale ed è entrato a far parte dell’ordinamento italiano con il Decreto Legge n. 11 del 2009, convertito dalla Legge n. 38 del 2009.

All’articolo 612-bis ‘Atti persecutori’ la legge sullo stalking sancisce quanto segue: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato d’ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.”

E’ previsto un aumento della pena: se il fatto è commesso da un coniuge o ex coniuge, se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità.

Riprendendo il testo dell’articolo la legge stabilisce che: “Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’art. 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.”

 

Bibliografia

Aramini, M. (2002). Lo stalking: aspetti psicologici e fenomenologici. In G. Gulotta, & S. Pezzati (a cura di), Sessualità diritto e processo. Milano: Giuffrè.

Gargiullo, B.C., & Damiani, R. (2008). Lo stalker, ovvero il persecutore in agguato. Classificazioni, assessment e profili psicocomportamentali. Milano: Franco Angeli.

Pathè, M., & Mullen, P.E. (1997). The impact of stalkers on their victims. British Journal of Psichiatry, 170, 12-17.