Problemi di coppia: come gestire il conflitto

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Il conflitto nella coppia

Esiste una diffusa aspettativa irrealistica relativa alle relazioni interpersonali: un rapporto, per essere positivo, non deve contenere traccia di conflitti. Secondo questa concezione, l’assenza di conflitti sarebbe una “prova” del fatto che la relazione stia funzionando.  

I conflitti, però, rappresentano una componente del tutto normale e “fisiologica” delle relazioni, anche delle migliori. Il problema quindi non è tanto l’esistenza dei conflitti in sé, quanto il numero di conflitti non risolti e i metodi impiegati per risolverli.

I problemi sorgono solo quando le persone coinvolte nel conflitto non hanno gli strumenti adeguati per far fronte alla situazione conflittuale. Il successo di una relazione non deriva dall’assenza di conflitti, ma dall’uso di modalità efficaci per la loro risoluzione.

Tutto dipende dalle strategie usate per la gestione del conflitto: se si usano strategie costruttive e si coopera per arrivare a una soluzione condivisa da entrambi i partner allora il conflitto sarà stato positivo.

Cooperare invece di competere

Si parla di conflitto per indicare una divergenza nella quale ciascuno degli attori vuole imporre il proprio punto di vista senza fare concessioni all’altro. Siamo abituati a concepire il conflitto come una “sfida” tra due contendenti, che porta alla vittoria dell’uno e alla sconfitta dell’altro.

Durante un conflitto di coppia, il rischio è quello di assumere una visione “a tunnel”, in cui ci si concentra solo sul proprio punto di vista e si è assolutamente incapaci di vedere le cose dal punto di vista dell’altro.

La cooperazione diventa allora il motore di sviluppo e di crescita di una coppia, è ciò che rende possibile che le esigenze di entrambi i partner siano tenute in considerazione e soddisfatte.

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Atteggiamenti positivi per risolvere il conflitto di coppia

Cosa fare concretamente per risolvere una situazione conflittuale? Ecco 10 tra le tante strategie utili a far sì che la relazione con il partner non arrivi a un punto di non ritorno.

1. Distaccarsi emotivamente dalla spirale negativa di attacchi e contro-attacchi

Per raggiungere questo obiettivo, si può ricorrere a un piccolo “trucco”: respirare molto lentamente e profondamente, cercando di vedere la scena del conflitto da lontano, come se fossimo in cima a una montagna o su un balcone. Questo ci permette di non rimanere intrappolati nel circolo vizioso comunicativo che spesso i conflitti comportano.

2. Rimanere focalizzati sull’obiettivo della discussione

Spesso nei conflitti si perde di mira il problema presente al momento e si divaga in una spirale senza fine di recriminazioni reciproche legate a eventi del passato, particolarmente distruttive. E’ bene, invece, rimanere focalizzati sul problema che causa il conflitto e lavorare insieme alla sua soluzione.

3. Immaginare il proprio partner come un potenziale alleato

Durante un litigio, può essere utile visualizzare una situazione del genere: noi e il nostro partner ci troviamo su un’isola deserta e dobbiamo cooperare per continuare a sopravvivere.

4. Ascoltare il nostro partner e sottolineare tutto ciò su cui siamo d’accordo

Questo permette di individuare delle aree di comune interesse tra noi e il nostro partner e contribuisce a migliorare la qualità della conversazione, oltre che a facilitare la risoluzione del conflitto.

5. Riconoscere i propri errori e scusarsene

Ciò stimolerà il partner a fare altrettanto.

6. Riassumere i pensieri, i sentimenti e i punti di vista del partner prima di esprimere i nostri

Questo permette all’altro di sentirsi ascoltato con vero interesse e aumenta la probabilità di essere ascoltati con attenzione a nostra volta.

7. Concentrarsi su obiettivi positivi per il presente e il futuro

Non colpevolizzare l’altro per errori commessi in passato. Una corretta gestione del conflitto mira a creare migliori condizioni per il presente e il futuro, non a rimproverare, rimpiangere o lamentarsi per ciò che è passato.

8. Formulare delle richieste specifiche

Invece di criticare negativamente il partner affibbiandogli etichette del tipo “Sei un irresponsabile”, “Sei un disonesto”, suggerirgli quelle azioni concrete che vorremmo intraprendesse.

9. Criticare il comportamento e non la persona

Nell’esplicitare i propri sentimenti relativamente a ciò che il partner ha fatto in un preciso momento e che ci ha creato disagio, non si esprime alcuna valutazione sulla sua persona, ma la si pone solo di fronte agli effetti del suo comportamento e ai sentimenti che provoca in noi. Ciò farà sì che il partner eviterà di assumere atteggiamenti di difesa e sarà più portato a riflettere sulle conseguenze delle sue azioni.

10. Non generalizzare

Non dire frasi del tipo “Sei sempre il solito…”, “Tu non lo fai mai”, generalizzando comportamenti che magari l’altro non sempre manifesta.