Perdere una gravidanza

Circa il 15% delle gravidanze riconosciute va incontro a un’interruzione spontanea, la quale si verifica per lo più nel primo trimestre. Psicologicamente, per la donna e la coppia, può essere comunque un’esperienza stressante che non va sottovalutata.

Aborto spontaneo (1)

Che emozioni si provano

Non c’è un unico modo di sentirsi o un modo giusto di reagire. Cosa significa aver perso la gravidanza e il bambino atteso in un dato momento è soggettivo e i sentimenti che ne derivano sono legittimi.

Possono sorgere dubbi sulla propria capacità procreativa e un senso di inadeguatezza come donna, rispetto alle attese familiari o sociali. Possono riattivarsi emozioni spiacevoli dal confronto con altre donne in attesa o in situazioni che ricordano l’evento, come l’anniversario della perdita o della presunta nascita.

Indipendentemente da quanto la gravidanza sia stata breve e desiderata, per la maggior parte delle donne è un evento stressante e traumatico. Dopo un’iniziale shock, vi possono essere reazioni d’ansia o depressive, che tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di alcuni mesi. Sono comuni le risposte di lutto, diverse nell’intensità e nella durata, per l’attaccamento naturale già instaurato con il bambino atteso anche se non ancora nato.

Ricerche nel campo indicano che se il processo naturale del lutto si blocca e il trauma non viene elaborato, ci possono essere conseguenze negative sul piano psicologico e relazionale. Perdita di interessi, irritabilità, sensi di colpa, difficoltà del sonno, pensieri ricorrenti sull’evento, evitamento di situazioni o persone collegate, assunzione di sostanze psicoattive, possono indicare l’insorgenza di problemi depressivi, traumatici o d’ansia, che necessitano di un aiuto terapeutico.

Anche l’uomo prova sofferenza per la perdita, in genere meno intensa e duratura rispetto a quella della donna, ma più difficile da riconoscere ed esprimere, in relazione al dolore della compagna, alle aspettative di ruolo di essere forte e darle sostegno e al minore supporto sociale disponibile. Le modalità di risposta sono più rapide e orientate all’azione, per esempio con la ripresa immediata del lavoro. Tali modalità, legate alle differenze di genere e all’essere la donna biologicamente soggetto della gravidanza, non vanno fraintese come insensibilità o mancanza di attenzione.

La perdita di una gravidanza è un evento critico anche per la coppia, che richiede un nuovo adattamento: può portare a una maggiore intimità, se si riesce a comunicare, a comprendere i bisogni emotivi di ciascuno, senza fraintendere le diverse modalità di reazione tra uomo e donna.

Aborto spontaneo (2)

Come intervenire

Accettare i propri vissuti emotivi, anche dolorosi, è il primo passo per superarli. E’ molto utile riuscire a esprimerli e a condividerli, con il compagno, i familiari, gli amici, lo staff medico. Non sempre gli altri riescono a comprendere e offrire il sostegno di cui si ha bisogno, ma parlarne può favorire questo supporto.

Possono aiutare esercizi di rilassamento per superare l’ansia e lo stress, riconoscimento e rettifica degli eventuali pensieri negativi e irrazionali sull’evento.

Se la sofferenza emotiva perdura, diventa difficilmente controllabile, disturba il normale svolgimento delle attività quotidiane, è necessario rivolgersi a un professionista. Tra i possibili metodi, un aiuto psicologico mirato è quello della terapia EMDR, la cui efficacia è stata ampiamente dimostrata nella risoluzione adattiva di tutti i tipi di trauma, compresi quelli connessi alla perdita di una gravidanza.

 

Fonte:

Associazione EMDR Italia