La fobia sociale

Fobia sociale (1)

La fobia sociale, detta anche disturbo d’ansia sociale, è un disturbo caratterizzato da paura molto intensa che riguarda una o più situazioni sociali ben definite (ad esempio parlare in pubblico) dove si può essere osservati o giudicati, provando quindi timore di mostrarsi imbarazzati, di apparire ridicoli o incapaci e di essere umiliati di fronte agli altri.

Chi soffre di fobia sociale mostra reazioni psicologiche intense come la paura di essere visti come persone deboli, ansiose, non equilibrate, stupide, noiose o comunque giudicate negativamente. 

L’isolamento nella fobia sociale

La paura porta a evitare luoghi e situazioni che potrebbero attivare i sintomi ansiosi. La persona riduce così sempre più le attività, i luoghi e le situazioni quotidiane, innescando un circolo vizioso che porta a un peggioramento del quadro fobico e a una importante riduzione della qualità di vita. Sono compromesse anche molte attività ricreative e hobby che il soggetto vorrebbe praticare, ma ai quali spesso rinuncia perché gli provocano disagio.

Questo stato di isolamento non è una condizione desiderata, ma una reazione messa in atto per evitare il malessere che si proverebbe esponendosi in pubblico. Tutto ciò può provocare episodi di rabbia e sentimenti di depressione, correlati a senso di impotenza e a isolamento. Chi soffre di fobia sociale, inoltre, potrebbe sperimentare attacchi di panico, ovvero crisi d’ansia molto intense che raggiungono il picco in breve tempo e sono accompagnate dal timore di impazzire, di perdere il controllo o di stare per morire.

Per la natura del disturbo, chi soffre di fobia sociale sperimenta forte agitazione nelle situazioni dove può venir giudicato da altre persone. Tale agitazione si concretizza anche prima di trovarsi nel contesto temuto: una persona potrebbe infatti avere episodi di ansia anticipatoria anche qualche ora prima di uscire di casa oppure nelle settimane che precedono un evento importante al quale non potrà sottrarsi facilmente, per esempio il matrimonio di un familiare o un convegno.

Il comportamento di chi soffre di fobia sociale

Chi soffre di fobia sociale tende a manifestare eccessiva riservatezza in pubblico, con una postura corporea solitamente rigida e difensiva. È tipico che chi teme il confronto sociale parli con voce bassa, fatichi a mantenere il contatto visivo o arrossisca frequentemente. Gli argomenti delle conversazioni possono risultare banali e spesso chi soffre di fobia sociale è riluttante a parlare di sé, ad accettare e fare complimenti

Per affrontare e gestire i contesti sociali, può esservi un’aumentata tendenza ad assumere alcool o sostanze: bere alcolici diventa così una strategia volta allo scopo di essere più disinibiti o dare l’impressione che il proprio comportamento impacciato sia causato dalle sostanze e quindi esserne di conseguenza giustificati.

Fobia sociale (2)

Riconoscere i sintomi della fobia sociale

I sintomi tipici della fobia sociale sono:

  • intensa paura o ansia relativa a uno o più situazioni sociali nelle quali il soggetto può essere osservato e giudicato da altre persone (ad esempio incontrare persone non conosciute, essere osservati mentre si sta mangiando, cantare a un concerto, parlare in pubblico);
  • la paura dell’individuo di mostrare i sintomi ansiosi e di essere quindi giudicato negativamente dagli altri;
  • la situazione sociale produce quasi sempre paura e ansia;
  • la situazione sociale temuta è evitata oppure affrontata, ma con intensa paura e ansia;
  • la reazione ansiosa è sproporzionata rispetto alla reale situazione sociale e al contesto socioculturale di riferimento;
  • la paura, l’ansia o le strategie di evitamento sono persistenti e durano da almeno 6 mesi;
  • i sintomi creano un disagio clinico significativo nell’area sociale, lavorativa o in altre aree importanti della vita;
  • i sintomi non sono causati da sostanze psicoattive, farmaci o altre condizioni mediche o psichiche.

Cause e cura della fobia sociale

Le cause che portano a sviluppare una fobia sociale sono diverse. L’esordio del disturbo può essere lento e graduale. Generalmente è collegato a comportamenti appresi in passato, di solito in età infantile. Esperienze negative passate, come essere oggetto di umiliazione pubblica, di critica o di aggressione possono portare a sviluppare fobia sociale.

I soggetti giovani tendono a manifestare fobia sociale marcata, ma focalizzata per certe situazioni, mentre persone più anziane hanno livelli più bassi di ansia, ma diffusa in svariati contesti. Anche in soggetti con deficit fisici o malattie particolari la paura del giudizio può essere strettamente legata alla comparsa di fobia sociale.

In queste situazioni solo la metà dei soggetti affetti da fobia sociale richiede una terapia e solitamente lo fa molti anni dopo l’esordio del disagio, ma in realtà è fondamentale riconoscere di aver bisogno di un supporto psicologico e intraprendere quanto prima un percorso di psicoterapia.

 

Bibliografia

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5°ed.), Washington D.C.. Tr. it. DSM-V, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, (5° edizione). Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.