Il senso della solitudine nell’adolescenza

Solitudine (1)

Le esperienze solitarie in adolescenza sono frequenti e particolarmente importanti per lo sviluppo, tuttavia è necessario premettere che ogni individuo segue percorsi diversi.

La solitudine in adolescenza può assumere molteplici forme ed è importante distinguere i vari tipi di solitudine in termini di positiva o negativa, funzionale o disfunzionale.

Il pericolo della solitudine

La solitudine in adolescenza può essere rischiosa quando si tratta di una condizione non scelta dalla persona, ma subita.

In letteratura si è sviluppato un filone di ricerche che ha indagato la solitudine in quegli adolescenti che la vivono come un malessere e un tratto costante della loro vita. Questi adolescenti sono descritti come passivi, tristi e introversi, individui che sperimentano maggiore stress e ansia sociale, poco integrati socialmente e poco orientati al futuro.

Ci troviamo quindi di fronte a una solitudine sofferta, in cui è presente bassa autostima, minori abilità sociali e una tendenza ad attribuire i fallimenti a se stessi mentre i successi a cause esterne.

Il lato positivo della solitudine

Solitudine (2)

La solitudine può, invece, rivelarsi una risorsa quando rappresenta un momento di introspezione, un’occasione per poter riflettere e stabilire un contatto con se stessi. L’adolescente può infatti sentire il bisogno di stare solo, di ritagliarsi un tempo per sé.

Molti ricercatori dell’età evolutiva sostengono che l’acquisizione di un sufficiente grado di autonomia sia l’esito del secondo processo di separazione/individuazione, necessario per la costruzione di un’identità autonoma.

Gli adolescenti sono coinvolti in un processo di ridefinizione delle relazioni con i genitori e con il gruppo dei pari e in questa fase della loro vita cercano di allontanarsi dalla “dipendenza” dalla famiglia per crearsi gradualmente un proprio pensiero e compiere delle scelte autonome.

Sperimentano così la possibilità e la responsabilità di prendere decisioni riguardo la propria vita, facendosi anche carico delle conseguenze delle proprie azioni.

La solitudine in adolescenza quindi può assumere un significato adattivo quando risponde a un bisogno di sviluppo e può promuovere il benessere psicologico quando gli adolescenti scelgono di essere soli.

 

Bibliografia

Buchholz, E.S. (1997). The call of solitude: alonetime in a world of attachment. New York: Simon e Schuster.

Corsano, P. & Musetti, A. (2012). Dalla solitudine all’autodeterminazione. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Goossens, L. et al. (2009). Loneliness and solitude in adolescence: A confirmatory factor analysis of alternative models. Personality and Individual Differences, 47, 890–894.