I disturbi alimentari

DCA (1)

Cosa sono

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un anomalo rapporto con il cibo, da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per la forma fisica, da un’alterata percezione dell’immagine corporea.

Il peso, tuttavia, non è un marcatore clinico imprescindibile di disturbi del comportamento alimentare, poiché anche persone di peso corporeo normale possono essere affette da DCA.

I DCA, se non trattati in tempi e con modalità adeguati, possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati corporei (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e, nei casi più gravi, portare alla morte.

Data la loro complessità, l’intervento precoce riveste un’importanza particolare; è essenziale una grande collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni (psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna), ai fini di una diagnosi precoce, di una tempestiva presa in carico all’interno di un percorso multidisciplinare e di un miglioramento dell’evoluzione a lungo termine.

Quali sono

Le caratteristiche comuni dei disturbi alimentari riguardano l’ossessione verso il cibo, il peso e l’immagine corporea. Tuttavia, ciascuna variante presenta caratteristiche cliniche e modalità specifiche.

L’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V) definisce i disturbi alimentari come “Disturbi della nutrizione e della alimentazione”, presentando le seguenti diagnosi:

  • Pica
  • Disturbo di ruminazione
  • Disturbo da evitamento/restrizione dell’assunzione di cibo
  • Anoressia nervosa
  • Bulimia nervosa
  • Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge-Eating Disorders)
  • Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione
  • Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione senza altra specificazione

Pica

E’ un disturbo dell’alimentazione caratterizzato dall’ingestione persistente di sostanze non nutritive e non alimentari. Le sostanze tipicamente ingerite variano in base all’età e alla disponibilità; in genere possono includere carta, sapone, capelli, terra, ghiaccio.

Tale comportamento alimentare può essere legato a insufficienze mentali o a disturbi psicotici cronici con lunghe istituzionalizzazioni.

Disturbo di ruminazione

Il disturbo di ruminazione (o mericismo) è caratterizzato da ripetuto rigurgito di cibo. Il cibo rigurgitato può essere rimasticato, ringoiato o eliminato.

Il rigurgito ripetuto non è attribuibile a un disturbo gastrointestinale o un’altra condizione medica (es. reflusso gastroesofageo, stenosi pilorica) e non si manifesta esclusivamente durante il corso di anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata o disturbo dell’assunzione di cibo evitante/restrittivo.

Disturbo da evitamento/restrizione dell’assunzione di cibo

E’ un disturbo dell’alimentazione e della nutrizione che si manifesta attraverso una persistente incapacità di assumere un adeguato apporto nutrizionale e/o energetico associata con una o più dei seguenti elementi:

  • significativa perdita di peso o, nei bambini, incapacità a raggiungere il peso previsto o instabile crescita
  • significativa carenza nutrizionale
  • dipendenza dalla nutrizione enterale o da supplementi nutrizionali orali
  • marcata interferenza col funzionamento psicosociale

Rientrano in questo quadro diagnostico:

  • Reverse Anorexia – Disturbo dell’alimentazione caratterizzato da un’autopercezione di gracilità, eminentemente maschile; comportamento alimentare alterato; abuso di integratori, anabolizzanti e diete iperproteiche; esercizio fisico compulsivo.
  • Ortoressia – Disturbo dell’alimentazione caratterizzato da un’ossessione per il cibo “sano”. La persona evita in maniera ossessiva i cibi non controllati e le situazioni sociali che lo espongono al non controllo del cibo, nonché una convinzione fideistica delle proprie scelte.

Anoressia nervosa

Le persone affette da anoressia nervosa hanno il timore di aumentare di peso e adottano comportamenti persistenti che interferiscono con l’aumento di peso come diete estreme, uso di lassativi, farmaci anoressizzanti e diuretici, si procurano il vomito o svolgono un’attività fisica molto intensa.

Nel primo periodo si osserva una fase di benessere dovuto alla perdita di peso, al miglioramento propria immagine, al sentimento di onnipotenza dato dalla capacità di controllare la fame. In seguito le preoccupazioni per la linea e la forma del corpo diventano ossessive.

La diagnosi di anoressia nervosa presenta diversi livelli di gravità:

  1. Lieve: indice di massa corporea ≥ 17 kg/m2
  2. Moderato: indice di massa corporea 16-16,99 kg/m2
  3. Grave: indice di massa corporea 15-15,99 kg/m2
  4. Estremo: indice di massa corporea < 15 kg/m2

Bulimia nervosa

La principale caratteristica che contraddistingue la bulimia è la presenza di ricorrenti abbuffate.

Questo provoca episodi nei quali si consumano grandi quantità di cibo in un piccolo intervallo di tempo: le crisi bulimiche sono pianificate, avvengono in solitudine e con un’elevata rapidità di ingestione del cibo.

Per compensare l’abbuffata, la persona bulimica adotta ricorrenti comportamenti volti a prevenire l’aumento di peso, come il vomito autoindotto, l’abuso o uso improprio di lassativi e diuretici, il digiuno o l’eccessivo esercizio fisico.

La diagnosi di bulimia nervosa presenta diversi livelli di gravità:

  1. Lieve: una media di 1-3 episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana
  2. Moderato: una media di 4-7 episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana
  3. Grave: una media di 8-13 episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana
  4. Estremo: una media di 14 o più episodi di condotte compensatorie inappropriate per settimana

Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge-Eating Disorders)

E’ caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate compulsive, in un periodo di tempo circoscritto e con un senso di mancanza di controllo sull’atto del mangiare durante l’episodio.

Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri:

  • mangiare molto più rapidamente del normale
  • mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno
  • mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame
  • mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite
  • provare disgusto verso se stessi, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato

La diagnosi di disturbo da alimentazione incontrollata presenta diversi livelli di gravità:

  1. Lieve: da 1 a 3 episodi di abbuffata a settimana
  2. Moderato: da 4 a 7 episodi di abbuffata a settimana
  3. Grave: da 8 a 13 episodi di abbuffata a settimana
  4. Estremo: 14 o più episodi di abbuffata a settimana

Disturbo della nutrizione e dell’alimentazione con altra specificazione

Questa categoria si applica a situazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione predominano, ma non soddisfano i criteri pieni per uno dei disturbi della classe diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

  • Anoressia Nervosa Atipica – Sono soddisfatti tutti criteri per l’anoressia nervosa salvo che, nonostante una significativa perdita di peso, il peso dell’individuo è all’interno o al di sopra del range di normalità.
  • Bulimia Nervosa a bassa frequenza e/o a durata limitata – Sono soddisfatti tutti criteri per la bulimia nervosa, salvo che le abbuffate e le condotte compensatorie inappropriate si verificano meno di una volta alla settimana e/o per meno di 3 mesi.
  • Binge-eating a bassa frequenza e/o a durata limitata – Sono soddisfatti tutti criteri per il disturbo da binge-eating, salvo che le abbuffate si verificano meno di una volta alla settimana e/o per meno di 3 mesi.
  • Disturbo da condotta di eliminazione o Disturbo purgativo – Disturbo dell’alimentazione caratterizzato da ricorrenti condotte di eliminazione come vomito autoindotto, uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci, in assenza di abbuffate.
  • Sindrome da alimentazione notturna o Night Eating Syndrome – E’ un disturbo caratterizzato da ricorrenti episodi di alimentazione notturna, che si manifestano mangiando dopo il risveglio oppure con un eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale.

Disturbo della nutrizione e dell’alimentazione senza altra specificazione

Questa categoria si applica a situazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che causano un significativo disagio clinico o un danno nel funzionamento sociale, occupazionale o in altre importanti aree predominano, ma non sono soddisfatti i criteri pieni per qualsiasi dei disturbi nella classe diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

La categoria disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione è usata in situazioni in cui il clinico sceglie di non specificare il motivo per cui i criteri non sono soddisfatti per uno specifico disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, e include presentazioni in cui ci sono insufficienti informazioni per fare una diagnosi più specifica (per es. in un setting di pronto soccorso).

 

Bibliografia

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5°ed.), Washington D.C.. Tr. it. DSM-V, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, (5° edizione). Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.