Depressione post-partum: sintomi, cause, cura

La depressione post-partum, anche nota come depressione puerperale, è un disturbo dell’umore nella donna che ha appena partorito. Può capitare a tutte le donne e colpisce una percentuale di neomamme compresa tra il 7-12%. Il suo esordio avviene dai primissimi giorni in cui la donna ritorna a casa con il suo piccolo (3°-4° giorno dal rientro) fino alla 12° settimana.

Depressione post parto (1)

Sintomi

Osservare e riconoscere i sintomi di una depressione post-partum è estremamente importante per la donna e il bambino. Alcuni di questi sintomi possono essere presenti, in maniera isolata, in molte donne. La depressione post-partum si caratterizza, invece, per la presenza contemporanea di più sintomi che si manifestano in maniera particolarmente intensa e duratura.

I sintomi della depressione post-partum sono:

  • tristezza, irritabilità, irrequietezza;
  • pianto;
  • sbalzi d’umore improvvisi e repentini;
  • perdita di interesse per il neonato;
  • difficoltà decisionale, di giudizio, di concentrazione;
  • insofferenza verso qualunque richiesta di attenzioni;
  • perdita di desiderio sessuale;
  • vivere solo e solamente per il bambino;
  • variazioni del ritmo sonno-veglia;
  • variazioni dell’appetito;
  • senso di colpa e di vergogna, senso di inadeguatezza materna;
  • ipocondria verso il neonato;
  • difficoltà di interazione e di attaccamento;
  • pensieri di morte e autolesionistici.

Cause

Le cause della depressione post-partum possono essere ricercate in tre aree: biologica, psicologica, relazionale.

La variazione nella donna di alcuni parametri biologici può contribuire all’insorgenza della depressione post-partum. Di interesse clinico sono: un basso livello di serotonina e di estrogeni, la variazione del cortisolo, della prolattina e la fluttuazione degli ormoni tiroidei.

Nell’area psicologica, molte donne manifestano un repentino crollo dell’umore. Questo si verifica principalmente se la donna manca di supporto familiare, ha difficoltà nell’accudire il neonato, vive in solitudine. Può anche accadere che “crolli il mito” della naturalezza della maternità, scoprendo improvvisamente che non è così facile come descritto da amiche e parenti.

La sfera relazionale è quella relativa alla coppia. L’arrivo di un bebè è un evento impegnativo che scuote gli equilibri tra uomo e donna diventati, da un momento all’altro, padre e madre. L’uomo può sperimentare la paura di perdere un posto privilegiato agli occhi della propria donna, mentre la madre può lamentare uno scarso supporto paterno nelle attività che riguardano la famiglia e il neonato.

Depressione post parto (2)

Prevenzione

La prevenzione della depressione post-partum deve avvenire durante la gravidanza e nelle prime fasi della maternità e allattamento.

Un’ottima strategia di prevenzione è quella di parlare e condividere le proprie emozioni chiedendo aiuto. L’aiuto di cui una madre ha bisogno è quello del partner, dei parenti, degli amici, delle strutture lavorative e sociali.

L’aiuto è indispensabile per una madre. Una madre necessita di stabilità relazionale, sicurezza lavorativa, supporto nelle faccende domestiche, sostegno psicologico e affettivo.

Cura

Rivolgersi a uno psicoterapeuta per parlare del proprio umore e stato d’animo è la cosa migliore da fare.

Anche confrontarsi con altre mamme che hanno già attraversato e superato lo stesso disturbo può incidere positivamente sulla psiche.

Se necessario, si può ricorrere a un trattamento farmacologico.

Effetti sul bambino

La depressione post-partum è un disturbo che riguarda non solo la donna, ma impatta su tutti coloro che interagiscono con lei, compreso il neonato.

È stato osservato che una depressione post-partum non curata incide gravemente sulla crescita del figlio. La depressione, il distacco emotivo, l’ansia per la salute del bambino, sono fattori che influenzano negativamente lo sviluppo intellettivo ed emotivo del bambino.

I figli delle madri affette da depressione post-partum hanno una vita quotidiana più difficile e meno sicura, un sistema immunitario più debole, con un maggior rischio di allergie e una più acuta sensibilità alle infezioni.

Le conseguenze negative si manifestano anche ben oltre l’infanzia, con risultati più bassi nella valutazione del quoziente intellettivo, iperattività, difficoltà di concentrazione, difficoltà nello sviluppo affettivo ed emotivo, attaccamenti insicuri e difficoltà nelle relazioni sociali.