Attacchi di panico

“Ho paura di avere qualche malattia, che mi venga un infarto e di morire da un momento all’altro.”

“In quei momenti è come se vivessi in un mondo parallelo, non riesco ad avere contatto con la realtà e con le persone accanto a me.”

“A causa di questo problema non riesco più a fare niente: ho paura ad uscire di casa, non riesco a prendere mezzi pubblici o ad andare in luoghi affollati.”

Attacchi di panico (1)

Cosa sono?

Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi di intensa paura che si sviluppano senza un’apparente ragione. La parola panico, infatti, deriva dal “dio Pan” della mitologia greca, metà uomo e metà caprone, che compariva all’improvviso sul cammino altrui, suscitando terrore per poi scomparire velocemente. Le sue vittime non riuscivano a spiegare cosa fosse successo e non erano in grado di gestire la forte emozione negativa provata.

Il forte panico sperimentato può spaventare al punto tale da diventare oggetto di ansia anticipatoria e la persona può iniziare a temere di avere nuovi attacchi di panico. Si trova così rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso in cui si ha “paura della paura”.

Questa condizione può influenzare in maniera evidente lo stile di vita della persona, compromettendo lo svolgimento delle sue normali attività quotidiane. Il soggetto, infatti, tenderà a evitare le situazioni che potrebbero scatenare altri attacchi, con conseguenze significative sulla sua vita personale e sociale.

Tale condotta di evitamento è denominata agorafobia, cioè l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico. La persona mostra timore nell’uscire di casa da solo, essere in mezzo alla folla o in coda, viaggiare in automobile o su un mezzo pubblico.

I sintomi degli attacchi di panico

Un attacco di panico si presenta come un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente e hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti:

  • palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
  • sudorazione
  • tremori fini o a grandi scosse
  • dispnea o sensazione di soffocamento
  • sensazione di asfissia (mancanza d’aria)
  • dolore o fastidio al petto
  • nausea o disturbi addominali
  • sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento
  • derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi)
  • paura di perdere il controllo o di impazzire
  • paura di morire
  • parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  • brividi o vampate di calore

Le cause degli attacchi di panico

I motivi per cui le persone soffrono di attacchi di panico sono numerosi. 

Tra le cause più diffuse vi sono:

  • esposizione a periodi o situazioni di intenso e prolungato stress (ad esempio, problemi di lavoro, di studio o familiari)
  • grandi cambiamenti (ad esempio, conseguire una laurea, cominciare un nuovo lavoro, cambiare città, sposarsi, avere un bambino)
  • eventi traumatici (ad esempio, malattie, operazioni chirurgiche, lutti)

Gli attacchi di panico non sono dovuti:

  • agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (ad esempio, una droga di abuso o un farmaco)
  • a una condizione medica generale (ad esempio, ipertiroidismo o ipoglicemia)

Come curare gli attacchi di panico

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La psicoterapia

La psicoterapia è il trattamento d’elezione per la cura degli attacchi di panico.

La psicoterapia sistemico-relazionale affronta le cause che sono alla base degli attacchi di panico. Nel colloquio, il terapeuta aiuta la persona a ricostruire la propria storia e le proprie relazioni familiari, per comprendere come eventi e vissuti emotivi passati abbiano un effetto ansiogeno sul presente.

Alla psicoterapia sistemico-relazionale può essere integrato l’approccio EMDR, in quanto l’attacco di panico è considerato di per sé un evento traumatico. L’EMDR facilita la rielaborazione delle esperienze del passato, elabora le situazioni scatenanti del presente e rafforza le competenze personali per affrontare situazioni future.

Il trattamento farmacologico

La cura farmacologica degli attacchi di panico si basa principalmente sulla prescrizione di antidepressivi e benzodiazepine. Questi farmaci sono usati sia per ridurre l’intensità degli attacchi di panico sia per diminuirne l’ansia anticipatoria.

L’utilizzo della sola terapia farmacologica, però, è spesso sconsigliata in quanto può contribuire al mantenimento del disturbo e provocare dipendenza. 

 

Bibliografia

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5°ed.), Washington D.C.. Tr. it. DSM-V, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, (5° edizione). Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.

Linkografia

http://emdr.it/